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I tarocchi… Un gioco, una forma di divinazione, una chiave d’accesso per stati di coscienza extra -ordinari, chissà… Non è questa la sede per discussioni esoteriche o pseudo tali, ognuno usa questo mazzo di carte come meglio crede e vuole, a noi forse interessa capire se la musica può offrire un contributo alle sensazioni che i tarocchi offrono già di per sé all’osservatore attento e scrupoloso della simbolica potentemente racchiusa negli arcani maggiori. Se di contributo musicale si tratta, la scelta non poteva che cadere sul mezzo elettronico, ancora inesplorato del tutto per la sua ricchezza timbrica quasi infinita, che ben si adatta al concetto tanto agognato del comporre “melodie di timbri” di schoenberghiana memoria. Un contributo che, quindi, và a sommarsi all’oceano delle sensazioni nascoste e recondite della psiche moderna, che poco comprende ancora di musica nuova, ma si trova già a fare i conti con realtà molto diverse dal passato tranquillo ottocentesco e dal classico ascolto sinfonico-cameristico , ma anche dai proto elettronici anni ’50, che nessuno (sembra) vuol più ricordare e difendere, se non tra nostalgici accademici di cose musicali. A questi pionieri di un nuovo tipo di intendere l’arte del comporre con mezzi elettronici và la mia personale stima e ricordo affettivo; è chiaro che oggi non ha più senso tagliare i nastri e procedere con estenuanti tempi di lavoro di montaggio in studio , un computer risolve in poche ore ciò che 6 mesi e più non bastavano per ascoltare che alla fine 2 minuti di questa primordiale musica elettronica, ma il modus operandi l’ho voluto conservare a mò di omaggio ai nostri predecessori. Ho infatti predisposto 22 composizioni utilizzando strumenti elettronici oggi assai rari e poco usati ( ARP, MOOG, TRAUTONIUM, THEREMIN etc) e le ho quindi “smembrate” tagliandole, sovrapponendole, invertendole e quant’altro, utilizzando a questo scopo il computer, novello studio di fonologia delle mie pareti domestiche… Ho infine realizzato una serie di frequenze base e strutture complesse che ho destinato ad ognuna delle 22 carte e, trovate le necessarie corrispondenze simboliche , ho eseguito un ulteriore lavoro di collage con i brani precedentemente assemblati, mixandoli infine con l’effettistica assai preziosa del sistema pro-tools.Nel settimo tarocco, il carro, ho composto una sorta di walzer meccanico per 8 Trautoniums , e solo l’ultima carta ( il folle) prevede una composizione a mò di capriccio-divertimento per Trautonium solo. Alcune sue battute le ho inserite a mò di leit-motiv in alcune delle composizioni precedenti: soggettivamente assegno infatti alla lamina del folle un’importanza particolare, esotericamente parlando, di inizio-fine del viaggio simbolico ( l’Ordo ab Chao dell’uomo ); in realtà una pace effimera, poiché il serio ricercatore ricomincia sempre di nuovo il suo cammino verso la luce della conoscenza, alimentato dal dubbio sovrano ed irrinunciabile che non gli permetterà mai, in vita, un appagamento duraturo . Per questa ragione è stata posta come ultima carta-composizione, perché il viaggio ricomincia daccapo, una volta terminata la prima effimera visione-ascolto dei precedenti 21 arcani maggiori, in una spirale che non troverà mai fine. (Paolo Di Cioccio) |
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| PAOLO DI CIOCCIO THE TAROT OF TOMORROW Format : CD |
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